Disfatta Copenhagen?

Il clima aspettava la svolta e invece è delusione. La salute del pianeta sembra essere rimandata a data da destinarsi. È una fine con più ombre che luci questa della 15esima Conferenza delle Parti della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici. Il risultato di un lavoro mastodontico e di una partecipazione mai vista a queste Conferenze è un accordo minimo, in 12 punti, non vincolante né a livello politico né legale.

Una Conferenza concitata, piena di colpi di scena, arresti e riprese. Si pensi all’abbandono dei lavori da parte dei Paesi africani nel mezzo della settimana, riconquistati dalla presidenza danese solo dietro promessa di una maggiore attenzione agli impegni post-Kyoto dei Paesi industrializzati. O ancora alle ambigue dichiarazioni cinesi, che ora manifestano la sfiducia in un accordo vincolante, ora la necessità di una soluzione alle problematiche climatiche. Un summit tacciato di antidemocraticità, in particolare dai paesi latini, visto il frequente ricorso a riunioni ristrette, tra “quelli che contano”, complice la presidenza danese, accusata di poca trasparenza dai PVS. Un accordo che, a fronte di una partecipazione epocale (si contano ben 42.515 presenze al 14 dicembre) è stato deciso negli ultimi attimi disponibili, in una riunione ristretta a Cina, India, Sudafrica e America, sulla spinta di un Obama preoccupato dall’influsso del fallimento del Vertice sulla sua immagine.

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Pubblicato il 21 dicembre 2009, in Ambiente & Energia con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Alessandro The Magician

    Secondo me è sbagliata, perché irrealizzabile, l’idea di mettere d’accordo un centinaio di paesi su un tema importante ma che incide pesantemente sullo sviluppo economico….Come si può pensare che i paesi in via di sviluppo accettino di frenare il loro sviluppo economico dopo decenni di menefreghismo da parte dei paesi più ricchi? Secondo me sono i paesi occidentali i primi a muoversi, e in modo autonomo, verso uno sviluppo eco-sostenibile: l’eventuale successo, sarebbe di stimolo per paesi come Brasile India e Cina.

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