UE: sì alla coltivazione della patata Bayer

Il Commissario europeo John Dalli

La Commissione europea ha autorizzato ieri la coltivazione delle patate geneticamente modificate: ogni paese membro potrà scegliere di coltivarle o meno, ma molti paesi si interrogano. Alcuni, come Italia e Austria, hanno subito detto “no”. Tra i paesi che invece potrebbero presto decidere di coltivare la patata ci sono Germania, Repubblica Ceca, Svezia e Paesi Bassi.

La “patata bollente” è l’Amflora brevettata dal gruppo tedesco Basf e prodotta dalla multinazionale Bayer. La Commissione ha emanato una doppia autorizzazione: una riguarda la coltivazione della patata per uso industriale. La caratteristica di Amflora è infatti il suo contenuto di amido particolarmente elevato e che la rende preziosa nella produzione di carta e cartone, nel settore chimico e in quello tessile. L’altra riguarda l’utilizzo dei sottoprodotti dell’estrazione dell’amido nell’alimentazione animale.

Le polemiche non hanno tardato a sollevarsi. Il nodo cruciale sta nel fatto che la patata contiene un gene resistente alla kanamicina, un antibiotico. Secondo gli oppositori alla coltura se i sottoprodotti della patata venissero utilizzati nell’alimentazione animale vi sarebbe il rischio per i consumatori finali delle carni di divenire resistenti a questo antibiotico.

Ulteriori dubbi riguardano il rischio di contaminazione dei siti circostanti quelli coltivati con Amflora.

Il Commissario per la Salute e le Politiche dei consumatori, John Dalli, ha risposto alle polemiche ricordando il lavoro dell’EFSA (European Food Safety Authority) che lavora su Amflora dal Gennaio 2003 e che ha risolto ogni dubbio scientifico. Riportando le parole del Commissario: «L’innovazione responsabile sarà il mio principio guida nell’ affrontare le questioni riguardanti il progresso tecnologico. Dopo una revisione ampia ed approfondita degli (…) argomenti in discussione, mi è apparso chiaro che nessuna nuova questione scientifica merita ulteriore analisi. Tutte le questioni scientifiche, ed in particolare quelle riguardanti la salute, sono state pienamente risolte. Qualsiasi ritardo sarebbe ingiustificato. Adottando queste decisioni la Commissione svolge il suo ruolo in maniera responsabile».

Vedremo se il comportamento degli Stati membri sarà omogeneo o se la questione ogm costituirà un ulteriore elemento di differenziazione all’interno del mercato unico.

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Pubblicato il 8 marzo 2010, in Ambiente & Energia con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Finalmente una decisione innovativa! Stento a comprendere le posizioni contrarie di alcuni Stati Membri, che difronte a studi scientifici e a tali ampie rassicurazioni continuano a pensare all’ OGM come uno spauracchio. Credo sia il caso di eliminare i pregiudizi e lasciare la decisione a chi ne sa di geni e resistenze agli antibiotici!

  2. Alessandro The Magician

    Io parto dal presupposto che l’unica cosa che dovrebbe fare l’Unione Europea sia farci sapere cosa mangiamo (biologico o OGM), poi è il cittadino a orientarsi su cosa mangiare.
    Fino a quando l’UE perderà tempo su OGM sì/OGM no, gli Stati Uniti d’Europa resteranno un’utopia, temo.

  3. Dimenticavo di dire nel post che tra le motivazioni pro-Amflora espresse dalla Comissione vi è anche quella del risparmio di materie prime, energia, acqua e prodotti chimici derivati dal petrolio conseguibile tramite l’utilizzo della patata nei processi di produzione.

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