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Il turno del nuovo “Colbert”

Olli Rehn risponde alle domande della Commissione parlamentare per gli Affari economici e monetari

Primo giorno di “esame” per i nuovi commissari europei veramente ricco. A concludere i nostri report sul programma di audizioni parlamentari dell’11 gennaio, abbiamo il nuovo commissario (designato) agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, finlandese, classe 1962, grande appassionato di calcio e già commissario europeo nel “gabinetto” Prodi e in quello di Barroso I.

I parlamentari della Commissione per gli Affari economici e monetari hanno riservato al nuovo ministro dell’economia UE una vasta gamma di domande, spaziando dalla strategia EU2020 all’allargamento dell’Eurozona, fino ad affrontare le possibili risposte alla crisi greca.

Rehn si è mostrato piuttosto sicuro nel sottolineare l’esigenza di una maggiore cooperazione per uscire dalla crisi economica e per monitorare le finanze degli stati membri. L’obiettivo – secondo il finlandese – rimane quello di «fare ciò che i cittadini si aspettano da noi in questi tempi di crisi: fornire prospettive future per l’occupazione e la prosperità, la crescita e la stabilità».

In tutto ciò, gli strumenti forniti dal Trattato di Lisbona sono – secondo Rehn – idonei a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche dei paesi dell’Eurozona e per approfondire la sorveglianza preventiva. E proprio la situazione greca fornirà il primo banco di prova per l’applicazione di tali strumenti.

Stimolato dalle domande dei parlamentari, Rehn si è anche detto convinto della bontà del Patto di Stabilità e crescita, proprio nella direzione di una maggiore solidità del quadro economico e finanziario europeo. Quindi, ha confermato che un’eventuale allargamento della zona Euro vedrà l’ingresso prima dell’Estonia e poi degli altri paesi che ne hanno avanzato la richiesta, sempre secondo il calendario già fissato dalla precedente commissione.

Lewandowski: dall’altra parte della barricata

Janusz Lewandowski ascolta le domande dei parlamentari UE

E alla fine Janusz si trovò dall’altra parte della barricata! Riconosciuto come uno dei più indicati a ricoprire il ruolo di neo commissario al Bilancio e alla programmazione finanziaria, Lewandowski è una delle personalità della nuova Commissione Barroso che provengono dalle fila parlamentari (l’economista polacco ha ricoperto, tra l’altro, l’incarico di presidente della Commissione parlamentare al Bilancio dal 2004). Consulente economico del movimento di Solidarnosc, negli anni ’80, autore del programma di privatizzazioni che la Polonia ha affrontato all’indomani della caduta del Muro di Berlino, fautore del processo di ingresso del proprio paese nell’Unione Europea, Lewandowski sembra il candidato naturale all’incarico che Barroso gli ha affidato per il prossimo quinquennio.

Tutto ciò, però, non gli ha risparmiato affatto il fuoco “amico” delle domande che, nelle tre ore a disposizione, la Commissione parlamentare gli ha rivolto, per scoprire le sue prime mosse nella nuova veste di commissario UE.

L’economista polacco ha da subito affrontato lo spinoso tema dei fondi a disposizione per il prossimo bilancio UE, dicendosi contrario all’ipotesi di una tassa pan-europea, per la quale «l’Europa non è ancora pronta» (aspetto questo, che ha lasciato dubbioso più di un parlamentare). Più possibilista, invece, di fronte alla prospettiva di una sorta di Tobin Tax sulle transazioni finanziarie.

Tre invece le priorità, che dovranno caratterizzare il prossimo Bilancio comunitario:

  • Cambiamenti climatici
  • Competizione
  • Sviluppo economico delle regioni più povere

Proprio in riferimento all’ultimo punto, Lewandowski ha anche affrontato lo spinoso nodo della cattiva gestione dei fondi comunitari, dicendosi disposto a fare della lotta alla cattiva amministrazione uno dei suoi cavalli di battaglia.

Go on, Mrs PESC!

La Ashton si è mostrata a suo agio tra le domande dei parlamentari UE

Sembra che l’attesissima audizione di Mrs Ashton sia andata piuttosto bene. Al termine delle tre ore di “botta e risposta”, l’Alto rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune ha incassato il sorriso della maggior parte dei parlamentari intervenuti. Tantissime le domande a cui la baronessa Ashton ha dovuto fornire risposta. E molteplici anche gli argomenti affrontati, dai rapporti con il Parlamento europeo, al duplice ruolo nella Commissione e nel Consiglio, dalla situazione mediorientale alla lotta al terrorismo, dalla questione energetica al nuovo servizio diplomatico europeo.

In particolare, la Ashton ha ribadito l’importanza di una stretta collaborazione tra il Parlamento e l’ufficio di sua competenza, sottolineando – anche nelle interviste seguite all’audizione – come proprio attraverso il controllo parlamentare (anche sul nuovo Servizio europeo di Azione Esterna – EEAS) si possa colmare in parte il deficit di legittimità democratica che ancora caratterizza il processo di nomina delle più alte cariche europee.

I punti salienti del dibattito, oltre al futuro servizio diplomatico europeo – per il quale Mrs PESC ha detto di voler redigere un piano da presentare al Consiglio europeo del prossimo aprile – hanno riguardato anche il rapporto con l’Unione per il Mediterraneo e con la NATO e le relazioni con gli Stati Uniti (la Ashton ha annunciato, in proposito, di voler fissare presto un incontro con la Clinton, anche per discutere delle principali questioni globali).

Primo passo piuttosto convincente, dunque, quello della Ashton, che ora è chiamata, però, a dar seguito alle proprie dichiarazioni, visto anche il discreto apparato e lo spesso margine di manovra di cui dispone il proprio ufficio.

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