Finestra sull’immigrazione

In questa pagina riportiamo l’ultimo contributo (in ordine di tempo) pubblicato nell’omonima rubrica presente sul nostro sito istituzionale, curata dal prof. Umberto Triulzi. In basso, sotto l’articolo, potrete trovare il form per lasciare un commento o una critica, riportare un racconto, un’esperienza vissuta, una vostra testimonianza su uno dei fenomeni sociali più importanti che stiamo vivendo in Italia e che riguarda un numero sempre più consistente di persone che non hanno scelto di raggiungere le coste del Bel Paese per ragioni di turismo ma che sono arrivati da noi, per lo più in modo drammatico ed in forma clandestina, perchè in fuga dall’indigenza, dalla povertà, dalla fame e da guerre e conflitti interni ai paesi di provenienza.

Internazionale – gennaio 2010

«Leggo su Internazionale (del 8/14 gennaio 2010) un articolo nel quale Barbara Serdakowski, una poetessa e scrittrice canadese d’origine polacca che vive in Italia dal 1996, racconta le peripezie vissute, tra incomprensioni, ritardi, informazioni incomplete, rimproveri e minacce degli agenti, per il rinnovo del suo permesso di soggiorno negli uffici della Questura di Firenze. La prima cosa che mi viene in mente, al di là delle considerazioni (che andrebbero comunque fatte) riguardanti i luoghi dove si svolgono queste cerimonie di iniziazione degli immigrati alle forme di democrazia partecipativa in Italia, è una riflessione sul personale che si trova “dall’altra parte” dello sportello al quale si rivolgono gli immigrati per ottenere informazioni e documenti necessari al loro soggiorno. Quante ore di formazione i funzionari addetti agli sportelli per gli immigrati hanno avuto sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza, sulla spiegazione delle leggi e delle procedure da applicare per svolgere con equilibrio e pazienza un lavoro non facile e che richiede una notevole “disponibilità” all’ascolto? Qualcuno (la Polizia, le Poste, gli Enti pubblici di assistenza, coloro comunque che hanno il compito di svolgere un servizio per gli immigrati) si è preoccupato forse di spiegare agli addetti a questo servizio che le difficoltà maggiori a capire il nostro sistema, le nostre procedure amministrative, spesso incomprensibile agli stessi cittadini italiani, le hanno proprio gli immigrati che non parlano la nostra lingua ed ignorano tutto delle nostre leggi? Si tratta di personale specializzato per questa funzione o semplicemente di addetti magari dirottati da altri uffici e per questo, forse, non molto disponibili all’incontro con chi non parla la lingua o la parla male e che finisce con l’avere, per soggezione nei confronti del funzionario pubblico, un’interazione che non facilita certamente il dialogo? Ricordo che abbiamo quattro milioni e mezzo di immigrati che hanno bisogno di rivolgersi spesso a questi uffici, tra rinnovi, procedure di regolarizzazione e richieste di assistenza, e dunque non possiamo pensare che questa attività possa essere svolta con personale precario, impreparato, senza nessuna padronanza delle lingue, come se fossero interventi una tantum dei quali liberarsi il più presto possibile. Il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalla qualità dei servizi (puntualità, efficienza, rispetto degli utenti) che il pubblico eroga nei confronti di tutti i cittadini sia italiani che extracomunitari. Forse gli uffici pubblici addetti ai servizi per l’immigrazione devono incominciare a conoscere e ad ascoltare con più attenzione cosa dicono di noi persone come la scrittrice Serdakowski».

Umberto Triulzi

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Pubblichiamo anche la risposta di Barbara Serdakowski all’articolo del prof. Triulzi:

Gentile Umberto,
il suo progetto mi sembra davvero eccellente e stimolante se poi coinvolge studenti di Scienze Politiche e quindi il nuovo fermento ne sono ancora più felice. Trovo “pulito” e “chiarissimo” il messaggio nella sua riflessione. Ho apprezzato.
Le mando in allegato (e per divertimento) l’articolo completo che ho scritto – l’articolo è disponibile sul nostro sito istituzionale (clicca qui) – che poi ho dovuto ridurre e che poi è stato ulteriormente ridotto e anche un po’ smussato per esigenze editoriali.
Un cordiale saluto, seguirò senz’altro i suoi interventi.
Barbara Serdakowski

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LE POLITICHE PER I MIGRANTI A ROSARNO – l’analisi di Antonio Sanguinetti

Segnaliamo la pubblicazione sul nostro sito del lavoro di Antonio Sanguinetti sulla situazione dei migranti a Rosarno. Un’analisi precisa e attenta che ci porta a riflessioni sulla gestione dei flussi migratori nel nostro Paese.

Dalle parole dell’autore “Da anni ingenti flussi migratori sono diretti nella Piana di Gioia Tauro, per la quasi totalità attratti dalle raccolte stagionali di agrumi, arance e mandarini. Sebbene siamo a conoscenza della genesi e dell’intensità del fenomeno, non conosciamo approfonditamente quali siano stati, in questo lungo periodo, le decisioni prese per rendere dignitose le condizioni di vita e di lavoro.

L’ipotesi è che l’insufficienza di tali politiche sia stata una delle cause della rivolta; l’inadeguatezza delle strategie di accoglienza non ha fatto altro che incanalare la situazione verso una pericolosa deriva di contrapposizione etnica.

Per spiegare questo punto di vista ho preso in analisi, nell’arco di tempo compreso tra le due rivolte (dicembre 2008, gennaio 2010), il comportamento dei vari attori a cui spetta la competenza in materia: le istituzioni, le associazioni, i sindacati. Ovviamente non poteva essere omessa l’azione dei diretti interessati: i migranti.”

L’intero lavoro è consultabile nell’area dossier del nostro sito www.dte.uniroma1.it/osservatorio/

  1. Serena Fioravanti

    Buongiorno Prof. Triulzi,
    sono una laureanda di Relazioni Internazionali. Quest’idea della “finestra sull’immigrazione” mi sembra ottima; tanto più che sono interessata al tema in quanto sto preparando una tesi magistrale sulla politica migratoria europea. A tal proposito, vorrei chiederle se potesse suggerirmi qualche testo da consultare relativamente a come viene affrontata la questione delle migrazioni in ambito UE.
    Grazie e buon lavoro!

  2. Ciao Serena, questo è l’indirizzo e-mail del Prof. Triulzi – u.triulzi@dte.uniroma1.it – Puoi contattarlo direttamente per le informazioni sui testi.
    Ti comunico inoltre che a breve ripartiranno le riunioni settimanali dell’Osservatorio Europeo, aperte a chiunque sia interessato alle problematiche europee. Se ti va potresti partecipare ad uno -o anche a tutti- i nostri incontri, per scambiarci le nostre opinioni e informazioni su immigrazione ed altro. Sarebbe per noi molto stimolante e forse utile al tuo lavoro di ricerca.
    Comunicheremo sul blog e sul nostro sito la data del nostro primo incontro stagionale. Ti lascio la nostra e-mail per qualsiasi informazione – osservatorioeuropeo@uniroma1.it
    Buon lavoro anche a te!

  1. Pingback: Aperta una “FINESTRA SULL’IMMIGRAZIONE”… « Yes, we Europe!

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