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Il Ceco che guardava ad Est

Stefan Fule, 47 anni, Ceco, commissario designato all'Allargamento, risponde alle domande degli eurodeputati

Štefan Füle, 47enne, diplomatico ceco ed ex Ministro degli Esteri del suo Paese, è il nuovo Commissario per l’Allargamento e la Politica di Vicinato. Per il suo passato dichiaratamente comunista, il neo commissario designato ha suscitato la curiosità dei più. Qualche tempo fa ha affermato che “l’ombra della cortina di ferro che è caduta nel 1989 è scomparsa realmente solo con l’allargamento del 2004”.

L’Allargamento è più di una semplice politica pubblica, va oltre quanto previsto dal portafoglio del Commissario preposto. Ha cambiato il mio Paese, la mia vita, l’intera Europa”. Con queste semplici e dirette parole, durante la propria audizione, il nuovo Commissario rende l’idea dell’impronta politica che caratterizzerà la sua azione nei prossimi anni, affermando inoltre che “non esiste e non dovrà esistere alcuna scorciatoia agli ingressi”. Più che sulla scaletta degli ingressi, Füle sembra concentrarsi sul necessario rispetto dei principi di Copenaghen. Il Commissario sembra inoltre ben conscio della percezione dilagante nei paesi di prossimo ingresso (e non solo) dell’eccessività dei costi dell’accesso all’Unione, da contrastare mediante una maggiore chiarezza sui meccanismi d’ingresso e sui benefici conseguenti. Tra gli obiettivi del 2010 vengono posti l’inserimento dell’Albania e della Bosnia-Erzegovina nella lista dei Paesi i cui cittadini non devono ottenere il visto per l’ingresso nei Paesi dell’UE e l’avvio di un dialogo strutturato con il Kosovo sulla stessa questione

Riguardo i negoziati con la Turchia, il neocommissario “in pectore” esclude la possibilità di una parternship privilegiata e si propone di lavorare fortemente per l’ingresso del paese, vedendo nei negoziati d’accesso un momento per risolvere le questioni sul tavolo. Sottolinea l’importanza strategica del Paese, soprattutto nel settore energetico ed esclude sconti al raggiungimento dei criteri per l’ingresso.

Riguardo la Politica di Vicinato, Füle ha dichiarato che essa “ci fornisce un approccio coerente che assicura che l’intera Europa sia chiamata ad approfondire le relazioni con l’intero vicinato e che ancora ci permette di adeguare la sostanza di queste relazioni alle caratteristiche di ogni singolo Paese”

La Georgia è invece la protagonista delle questioni poste riguardo l’East Parternship. Il Commissario ha definito il Paese caucasico come un “test case” per l’Europa ed ha assicurato il suo impegno nella stabilizzazione della situazione regionale e nella difesa dell’integrità del Paese.

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Il turno del nuovo “Colbert”

Olli Rehn risponde alle domande della Commissione parlamentare per gli Affari economici e monetari

Primo giorno di “esame” per i nuovi commissari europei veramente ricco. A concludere i nostri report sul programma di audizioni parlamentari dell’11 gennaio, abbiamo il nuovo commissario (designato) agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, finlandese, classe 1962, grande appassionato di calcio e già commissario europeo nel “gabinetto” Prodi e in quello di Barroso I.

I parlamentari della Commissione per gli Affari economici e monetari hanno riservato al nuovo ministro dell’economia UE una vasta gamma di domande, spaziando dalla strategia EU2020 all’allargamento dell’Eurozona, fino ad affrontare le possibili risposte alla crisi greca.

Rehn si è mostrato piuttosto sicuro nel sottolineare l’esigenza di una maggiore cooperazione per uscire dalla crisi economica e per monitorare le finanze degli stati membri. L’obiettivo – secondo il finlandese – rimane quello di «fare ciò che i cittadini si aspettano da noi in questi tempi di crisi: fornire prospettive future per l’occupazione e la prosperità, la crescita e la stabilità».

In tutto ciò, gli strumenti forniti dal Trattato di Lisbona sono – secondo Rehn – idonei a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche dei paesi dell’Eurozona e per approfondire la sorveglianza preventiva. E proprio la situazione greca fornirà il primo banco di prova per l’applicazione di tali strumenti.

Stimolato dalle domande dei parlamentari, Rehn si è anche detto convinto della bontà del Patto di Stabilità e crescita, proprio nella direzione di una maggiore solidità del quadro economico e finanziario europeo. Quindi, ha confermato che un’eventuale allargamento della zona Euro vedrà l’ingresso prima dell’Estonia e poi degli altri paesi che ne hanno avanzato la richiesta, sempre secondo il calendario già fissato dalla precedente commissione.

Lewandowski: dall’altra parte della barricata

Janusz Lewandowski ascolta le domande dei parlamentari UE

E alla fine Janusz si trovò dall’altra parte della barricata! Riconosciuto come uno dei più indicati a ricoprire il ruolo di neo commissario al Bilancio e alla programmazione finanziaria, Lewandowski è una delle personalità della nuova Commissione Barroso che provengono dalle fila parlamentari (l’economista polacco ha ricoperto, tra l’altro, l’incarico di presidente della Commissione parlamentare al Bilancio dal 2004). Consulente economico del movimento di Solidarnosc, negli anni ’80, autore del programma di privatizzazioni che la Polonia ha affrontato all’indomani della caduta del Muro di Berlino, fautore del processo di ingresso del proprio paese nell’Unione Europea, Lewandowski sembra il candidato naturale all’incarico che Barroso gli ha affidato per il prossimo quinquennio.

Tutto ciò, però, non gli ha risparmiato affatto il fuoco “amico” delle domande che, nelle tre ore a disposizione, la Commissione parlamentare gli ha rivolto, per scoprire le sue prime mosse nella nuova veste di commissario UE.

L’economista polacco ha da subito affrontato lo spinoso tema dei fondi a disposizione per il prossimo bilancio UE, dicendosi contrario all’ipotesi di una tassa pan-europea, per la quale «l’Europa non è ancora pronta» (aspetto questo, che ha lasciato dubbioso più di un parlamentare). Più possibilista, invece, di fronte alla prospettiva di una sorta di Tobin Tax sulle transazioni finanziarie.

Tre invece le priorità, che dovranno caratterizzare il prossimo Bilancio comunitario:

  • Cambiamenti climatici
  • Competizione
  • Sviluppo economico delle regioni più povere

Proprio in riferimento all’ultimo punto, Lewandowski ha anche affrontato lo spinoso nodo della cattiva gestione dei fondi comunitari, dicendosi disposto a fare della lotta alla cattiva amministrazione uno dei suoi cavalli di battaglia.

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