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Crescere in Europa: tirocinio, stage, lavoro [part 14]

Con la “ripartenza” del nostro blog, torniamo a proporvi – nella consueta rubrica Europa: lavoro, tirocinio, stage – alcune delle tante opportunità di formazione e crescita in ambito europeo.

Borse di studio per corsi o attività di perfezionamento all’estero – Sapienza, Università di Roma

L’Università La Sapienza indice un concorso, per titoli ed esami, per l’attribuzione di mensilità di borse di studio, per la frequenza di corsi o attività di perfezionamento presso istituzioni estere ed internazionali di livello universitario, per una durata minima della borsa di studio di 6 mesi e massima di 12 mesi. L’ importo mensile è di € 1.290,00.

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Grecia, Grecia e ancora Grecia

E’ stato firmato due giorni fa l’accordo tra le istituzioni europee e il Governo greco, al termine di una concitata mediazione sul caso che ha tenuto tutti gli interlocutori intorno ad un tavolo fino a tarda notte. Atene dovrà raggiungere il 120% PIL entro il 2020, riducendo i profitti attesi delle banche che avevano investito in obbligazioni. L’accordo permetterà la cancellazione di 107 miliardi di debito, una riduzione del margine dei “greek loan facility” da 200 a 150 punti base e una redistribuzione dei profitti per le attività detenute da Banca Centrale Europea verso i Governi, passando per le Banche centrali nazionali (fonte: Institute of International Finance e Sole 24 Ore).

Oltre l’accordo, sembra che stia vincendo -non senza perdite- la politica europea, dimostrando che il dialogo ai massimi vertici dei Paesi dell’eurozona è ormai realtà concreta, capace di incidere anche pesantemente nella vita dei singoli Stati. Diverse sono state le doléances degli Stati: l’ Olanda, forse memore dei bilanci greci truccati da Goldman Sachs, chiede una presenza permanente della c.d. “troika” (Banca Centrale, Fondo Monetario e UE) come garanzia del rispetto per gli impegni presi, la Lagarde (FMI) annuncia interventi massicci entro Marzo, e ciò potrebbe prefigurare un’ingerenza nella sovranità delle politiche economiche greche.

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Torino capitale europea dello sport

Si è svolta ieri, alla presenza del Ministro Piero Gnudi, la cerimonia per lanciare la candidatura europea di Torino come capitale dello sport per il 2015. Torino è dotata di un’ottima rete infrastrutturale ed è calata pienamente nelle dinamiche nordeuropee, nonostante sia una delle più importanti città di uno Stato considerato “della sponda Sud”, ambivalenza che crediamo potrà giocare a suo vantaggio. Guardando alla geografia europea infatti, Torino consente, insieme a pochi altri centri del nord Italia,  la storica interconnessione del Paese con l’ambiente mitteleuropeo, come testimonia l’assetto urbanistico e architettonico di questa città, ma nello stesso modo proietta il Nord Europa verso l’area mediterranea. Sebbene questa affermazione potrebbe sembrare propagandistica, non è errato sostenere che Torino unisce l’Europa.

Recentemente ha visto un cambio al vertice, con l’ingresso del nuovo Sindaco, calatosi da subito nella realtà finanziaria del territorio. Priorità politiche a parte, dopo la clamorosa rinuncia di Roma alle Olimpiadi, Torino ha un’importante occasione “per accrescere la visibilità internazionale della città” e -aggiungiamo- dell’Italia tutta, creando quelle fondamentali sinergie tra il governo dell’Europa e l’ambiente locale che concorrono più di altre politiche a recuperare una distanza forse strutturale tra l’architettura dell’euroburocrazia e i cittadini, ad oggi italiani ed europei.

Affinchè “vengano fatti gli Europei” iniziative del genere diventano forse più importanti delle iniezioni di liquidità della BCE o del corretto funzionamento del mercato interbancario. Auguriamo perciò a Torino il meglio che si possa ottenere da una candidatura come questa e Vi chiediamo: che ne pensate? Ha delle possibilità?

Siete tutti invitati a replicare!

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