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Arriva il piano salva-Grecia

Un prestito da 30 miliardi di euro nel primo anno ad un tasso di interesse inferiore di quello di mercato. Dopo settimane di notizie contrastanti, dovute in massima parte alla rigida posizione della Germania, il piano di salvataggio europeo sembra diventare realtà. In conferenza telefonica, lo scorso weekend, i ministri economici dell’Eurozona si sono accordati su un piano di prestiti bilaterali regolato dalla Commissione e erogato dalla Bce al tasso d’interesse del 5%, inferiore al 7% vigente sul mercato (può essere considerato un tasso vantaggioso?). Le condizioni del prestito, non ancora ben definite, saranno simili a quelle poste dal Fmi. Probabilmente, a muovere i Peasi dell’Eurozona sono state le notizie provenienti dai mercati finanziari e l’innalzamento dei tassi d’interesse sui bond greci.

Intanto continuano le critiche di chi additava l’euro tra le ragioni del default greco   ( si veda l’artcolo di P. Krugman Cosa ci insegna la crisi della Grecia”) e i greci  attuano il loro piano anticrisi, snobbando l’Eurozona e varcando i confini della Bulgaria per acquisti convenienti e basso prezzo!

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Il turno del nuovo “Colbert”

Olli Rehn risponde alle domande della Commissione parlamentare per gli Affari economici e monetari

Primo giorno di “esame” per i nuovi commissari europei veramente ricco. A concludere i nostri report sul programma di audizioni parlamentari dell’11 gennaio, abbiamo il nuovo commissario (designato) agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, finlandese, classe 1962, grande appassionato di calcio e già commissario europeo nel “gabinetto” Prodi e in quello di Barroso I.

I parlamentari della Commissione per gli Affari economici e monetari hanno riservato al nuovo ministro dell’economia UE una vasta gamma di domande, spaziando dalla strategia EU2020 all’allargamento dell’Eurozona, fino ad affrontare le possibili risposte alla crisi greca.

Rehn si è mostrato piuttosto sicuro nel sottolineare l’esigenza di una maggiore cooperazione per uscire dalla crisi economica e per monitorare le finanze degli stati membri. L’obiettivo – secondo il finlandese – rimane quello di «fare ciò che i cittadini si aspettano da noi in questi tempi di crisi: fornire prospettive future per l’occupazione e la prosperità, la crescita e la stabilità».

In tutto ciò, gli strumenti forniti dal Trattato di Lisbona sono – secondo Rehn – idonei a rafforzare il coordinamento delle politiche economiche dei paesi dell’Eurozona e per approfondire la sorveglianza preventiva. E proprio la situazione greca fornirà il primo banco di prova per l’applicazione di tali strumenti.

Stimolato dalle domande dei parlamentari, Rehn si è anche detto convinto della bontà del Patto di Stabilità e crescita, proprio nella direzione di una maggiore solidità del quadro economico e finanziario europeo. Quindi, ha confermato che un’eventuale allargamento della zona Euro vedrà l’ingresso prima dell’Estonia e poi degli altri paesi che ne hanno avanzato la richiesta, sempre secondo il calendario già fissato dalla precedente commissione.

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