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Lewandowski: dall’altra parte della barricata

Janusz Lewandowski ascolta le domande dei parlamentari UE

E alla fine Janusz si trovò dall’altra parte della barricata! Riconosciuto come uno dei più indicati a ricoprire il ruolo di neo commissario al Bilancio e alla programmazione finanziaria, Lewandowski è una delle personalità della nuova Commissione Barroso che provengono dalle fila parlamentari (l’economista polacco ha ricoperto, tra l’altro, l’incarico di presidente della Commissione parlamentare al Bilancio dal 2004). Consulente economico del movimento di Solidarnosc, negli anni ’80, autore del programma di privatizzazioni che la Polonia ha affrontato all’indomani della caduta del Muro di Berlino, fautore del processo di ingresso del proprio paese nell’Unione Europea, Lewandowski sembra il candidato naturale all’incarico che Barroso gli ha affidato per il prossimo quinquennio.

Tutto ciò, però, non gli ha risparmiato affatto il fuoco “amico” delle domande che, nelle tre ore a disposizione, la Commissione parlamentare gli ha rivolto, per scoprire le sue prime mosse nella nuova veste di commissario UE.

L’economista polacco ha da subito affrontato lo spinoso tema dei fondi a disposizione per il prossimo bilancio UE, dicendosi contrario all’ipotesi di una tassa pan-europea, per la quale «l’Europa non è ancora pronta» (aspetto questo, che ha lasciato dubbioso più di un parlamentare). Più possibilista, invece, di fronte alla prospettiva di una sorta di Tobin Tax sulle transazioni finanziarie.

Tre invece le priorità, che dovranno caratterizzare il prossimo Bilancio comunitario:

  • Cambiamenti climatici
  • Competizione
  • Sviluppo economico delle regioni più povere

Proprio in riferimento all’ultimo punto, Lewandowski ha anche affrontato lo spinoso nodo della cattiva gestione dei fondi comunitari, dicendosi disposto a fare della lotta alla cattiva amministrazione uno dei suoi cavalli di battaglia.

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